venerdì 16 novembre 2018

La trasferta del papà è sinonimo di febbre

Lo amo.
E lo stimo. Come non ho mai stimato un maschio.
Lui è il padre dei miei figli.


Sembrava minorenne quando per la prima volta spingeva una carrozzina, eppure era un decennio che aveva la patente, aveva un lavoro che stava arrivando al capolinea.
Dopo il trasferimento dalla toscana alle marche, quando le aspettative divennero cibo per vermi e la realtà fu un duro risveglio, c'era anche un lavoro da trovare.

mercoledì 14 novembre 2018

Assenza per malattia

Mio figlio questa settimana ancora non ha messo piede a scuola.
La comodità di avere due figli nello stesso istituto in questo caso si palesa nel mio non dover andare a scuola ogni giorno alle 12 a ritirare il materiale per recuperare quanto hanno fatto in classe.


Mina prende, anzi no, la maestra di prima consegna a mia figlia le cose necessarie al fratello, e così dopo due giornate di totale riposo, si è rimesso a lavorare per non rimanere indietro.

venerdì 9 novembre 2018

Gattomania

Ho una smodata passione per i gatti. Ecco l'ho detto.
Dicono che riconoscere il problema sia il primo passo per la guarigione.


Di loro non sono mai sazia così ho deciso questa estate di fare la volontaria in gattile.
A onor di cronaca: non ci sono riuscita. A fare la volontaria intendo, ho sempre i tre moschettieri con me e se i grandi sono validi aiutanti, il piccolo è da sorvegliare a vista e non riesco a fare ciò che dovrebbe fare un volontario in gattile. Non ho lasciato la presa pur consapevole delle mie limitazioni e aiuto come posso, vado a coccolare i mici e porto loro ciò di cui hanno bisogno.

giovedì 8 novembre 2018

L'estate di San Martino

La tradizione sarà rispettata, per tutta la prossima settimana sole e caldo.
E a dirla tutta siamo già dentro giornate che di novembrino non hanno nulla.


Probabilmente dietro alla gradevolezza di questo nuovo clima c'è la pericolosità del cambiamento climatico, ma non voglio addentrarmi ora.

mercoledì 7 novembre 2018

Di generazione in generazione

Il ricordo più bello della mia infanzia senza dubbio è la mia nonna.
Lei stava con me 10 mesi l'anno, mi accompagnava a danza, mi comprava la pastina per in sù in pasticceria, e stava con me, sempre.


Con nonna mi addormentavo con la favola di Petuzzino, mangiavo la patata del brodo vegetale che mi piaceva tanto, la osservavo mentre faceva le lasagne e stendeva tutta la pasta sulla tavola e guardavamo i quizze, come li chiamava lei, alla televisione. C'erano Corrado a mezzogiorno e Mike Buongiorno con il suo "Allegria amici ascoltatori!"

martedì 6 novembre 2018

Un tempo era la via, poi fu la piazza. E oggi?

Quello che oggi io faccio qui e sui social, un tempo si faceva nelle vie, sulle piazze, alle fontane.
Ricordo ancora quando zia partiva col suo numeroso gregge e sul cammino aveva racconti per i vari abitanti delle case che incontrava.



Ricordo ancora quando per mano a nonna ascoltavo le signore o spiavo le ragazze parlare sulle panchine; raccontavano dei segreti culinari, dei consigli casalinghi, dei figli e dei nipoti e delle loro marachelle. Le adolescenti erano intente ad adorare il figo di turno mentre le ragazze sorseggiavano caffè e ridevano con quei sorrisi che solo a 20 anni hai, ora lo so.

martedì 23 ottobre 2018

Ma nella vita fai la blogger?

Blogger, ma chi sarà mai?
Blogger è colui/colei che tiene e cura un blog, quindi sì sono una mamma blogger.


Nella vita non faccio la blogger semmai sono una blogger, scrivo di me, delle mie passioni, dei miei interessi, condivido con un pubblico attimi di vita quotidiana nelle mille sfaccettature.
Non mi pagano per fare questo, per descrivere una mia emozione con testi o immagini; quando è allora che ho un compenso? Quando collaboro con le aziende per la promozione di un loro prodotto/servizio.

mercoledì 17 ottobre 2018

Ritrovarsi in autunno

Era l'autunno del 2016 quando, con un fagotto di 8 mesi in braccio disquisivamo - io e il suo papà - sull'opportunità di mandarlo al nido; era così piccino che non volevo, ma anche così impegnativo che liberarmi qualche ora mi avrebbe permesso di seguire la mia attività online che stava allora nel suo massimo splendore.


Il dubbio divenne realtà come conseguenza del sisma di fine ottobre dello stesso anno, che ci catapultò in una non-esistenza che è durata anche troppo, il piccino andò al nido perché avevo seri problemi con gli inquilini del piano di sotto e la mia salute non era delle migliori: aveva 1 anno.

sabato 13 ottobre 2018

Perché ho scelto di stare a casa con i bambini

"Beata te", "Eh si vede che te lo puoi permettere", sono solo 2 delle numerosi frasi che mi sono sentita e mi sento dire quando rispondo che sto a casa con i bambini, frasi che posso personalmente girare a coloro che me le sputano in faccia, in quel misto di invidia e voglia di sminuire.


Non ho scelto di stare a casa quando sono diventata madre, avendo perso il lavoro annunciando la gravidanza ho vissuto la dolce attesa tra la preoccupazione del poi e il piacere del potermi stendere sul divano ogni volta che volevo, senza dover salire su quel treno che nei mesi prima mi portava a lavoro; iscrissi la bambina al nido che non era nata, che in una città non è come nei paesini, ed ero pronta a tornare all'attacco nella ricerca di un nuovo impiego non appena avrei potuto, ma la vita ha scelto per me.