mercoledì 23 agosto 2017

A 1 anno dal sisma: quella notte

Un anno.
Un anno fa il 23 agosto era un qualunque giorno di Agosto, la giornata scorse tranquilla e la sera misi a letto piuttosto presto i bambini, dando loro un bacio in fronte; lo ricordo nitidamente perché li ho baciati tutti e tre che dormivano per la prima volta.


Nel cuore della notte fummo brutalmente svegliati da una scossa di terremoto tremenda, forte, interminabile.
Paralizzata dal terrore poggiai una mano sul fagotto che dormiva tra me e il padre, come se quella mano lo avrebbe protetto da quell'inferno ed ho guardato oltre la porta, i miei bimbi, nella loro stanza, immobili e sereni nei loro lettini, a dispetto dell'angoscia che mi stava logorando nel vedere cadere intonaco bianco sui loro capelli scuri.
Mi sono sentita morire all'idea di vedere, lì immobile nel mio letto, cadere loro il tetto in testa.

In oltre 2 minuti di scossa si riesce a pensare di tutto.
Quando la terra ha smesso di tremare sono corsa da loro, li accarezzavo, li pulivo, e tra i denti chiedevo a mio marito "Che facciamo?"
Loro tre dormivano, noi smarriti, la gente scendeva in strada.

Altra scossa, sarà la costituzione della nostra casa, ma sembrava di stare in una nave durante il mare mosso, non si riusciva a stare in piedi.
Loro continuavano a dormire.
Assurdo come il terrore a volte non porti alla fuga.
Nel sonno abbiamo messo i calzini ai bimbi, ci siamo vestiti a turni noi due, abbiamo acceso la tv.
Tragedia. Amatrice non c'è più. Pensieri vuoti affollano la mia mente.

Tempo di apprendere la gravità di quanto sta accadendo ed ecco la terza scossa.
Siamo pronti. Svegliamo due bambini di 3 e 5 anni che si sentono trascinare per le scale scalzi e impastati di sonno, prendo in braccio il piccolo, ha solo 6 mesi, si sveglia anche lui.
Intorno alla nostra auto mattoni crollati, saliamo, assicuriamo i piccoli nei seggiolini e boh, non sappiamo che fare e che non fare.
Tutti sono in strada, solo noi incautamente siamo rimasti in casa un'ora dalla prima scossa, si sa di crolli, i carabinieri evacuano il convento, la piazza è off limit.
Aspettiamo l'alba in macchina, come tutti, ignari che è solo l'inizio di un incubo reale che cambierà la nostra vita.