lunedì 7 agosto 2017

Un'entomofobica in montagna

Cresco ai piedi della montagna, nonno era un grande esperto dei nostri monti e ha trasmesso tutto il suo amore per questi luoghi a suo figlio, mio papà.
Lui, mio papà, con me non ci è riuscito, mi piace sciare e lo faccio piuttosto bene, ma non ho mai aspirato ad essere un Alberto Tomba di noialtri e i miei figli ancora non hanno indossato gli sci, quando io ero sulle piste a 3 anni e mezzo, semplicemente perché ancora la cosa non gli interessa.


Sono allergica, ed entomofobica, ossia ho una forte avversione nei confronti degli insetti, avversione che se tiro troppo la corda diventa fobia e può sfociare in attacco di panico.

Girerei in auto la montagna per ore, offre scorci, colori e sfumature spettacolari, ma no, non mi troverete a prendere il sole su ciò che rimane del prato bruciato dal sole, tra un formicaio e un'invasione di mosche.
Sono fissata con l'igiene e se diventare madre mi ha insegnato ad accettare qualche briciola sul tavolo, una goccia d'acqua in terra, e svariati oggetti sparsi per le stanze, no, no tollero il senso di sporco che danno quei luoghi che in effetti non vedono una scopa da tempo: non trovo romantico un portone che sa di disabitato se lo devo varcare per entrare nel mio appartamento e non trovo niente di bello in puzze che nauseano.
La montagna è così, un mix di splendore e desolazione, almeno da noi, ma per fortuna è più lo splendore, tralasciando i miei fastidi che sono solo miei.

In montagna in estate ci sono quei 6-7 gradi in meno che in paese, la notte è proprio fresco e si dorme divinamente; di giorno le proposte sono svariate: camminate, escursioni, relax al sole o nell'ombra della feggeta, un giro in bici, giochi all'aperto con la palla, gli aquiloni o un giro di Acchiaparrella o Strega comanda color.
I nostri animali domestici possono venire con noi e godere del fresco e di passeggiate nella natura, e ovviamente la montagna è sempre una scusa per muoversi, un giro qui, vai a vedere cosa c'è là e alla fine cammini cammini cammini.

Quest'anno ho provato, spinta dai 34 gradi in casa fissi che mi hanno regalato svariati malori.
Ero terrorizzata ma il richiamo del fresco è stato più forte e, con le dovute accortezze fatte di non infilarmi nei boschi al mattino prima delle 9 o la sera al tramonto, non stendermi o sedermi sui prati ma restare attiva, andare a letto nel fresco delle ore notturne, quando a luce spenta puoi aprire le finestre senza che le falene invadano la stanza, sono state giorni diversi, gradevoli e anche rilassanti.

Dopo l'esperienza rovinosa al mare ho decisamente rivalutato la montagna.