sabato 30 settembre 2017

Cars 3

Mio figlio ha un idolo da quando aveva 2 anni e si chiama Saetta McQueen.
Non potevamo che sederci nelle poltrone di un multisala per assistere al terzo capitolo che vede protagonista la macchina da corsa più amata dai bambini.


E vi consiglio di farlo anche voi, sì ve lo dico sin d'ora, ne vale davvero la pena.
Dopo aver spoilerato prima di cominciare a parlarne, vi racconto un po' questo film d'animazione.
In questi giorni nelle sale cinematografiche, Cars 3 è prodotto dalla Pixar e distribuito dalla Disney.

I riflettori tornano puntati su Saetta McQueen, che sconfitto dall'esordiente Jackson Storm, si rende conto che i tempi stanno cambiando e, nella speranza di posticipare il momento del ritiro dalle corse, si lascia convincere a mettersi nelle mani di un'allenatrice dalle modalità moderne: Cruz Ramirez.
Una coach che aiuterà il campione ben oltre le aspettative.

La narrazione si svolge intorno al tema dello scontro generazionale, delle differenze generazionali, come porsi di fronte a questa realtà?
Attraverso l'uso di una molteplicità di personaggi e relazioni, si giungerà a mostrare quale sia il modo migliore di agire in questa delicata situazione.

109 minuti che tengono incollati allo schermo e lasciano fluire un susseguirsi di emozioni che mi hanno portato due-tre volte alla commozione.
C'è malinconia, c'è senso di colpa, c'è stima, c'è amicizia.
Il tema del cambiamento, un tema che spesso viene affrontato in chiave negativa, viene affrontato come progresso, come continuità, come qualcosa di bello e necessario per andare avanti, evolversi, crescere.

Passato e presente si intrecciano, personaggi vecchi e nuovi rendono unico questo film d'animazione da cui invece non mi aspettavo niente di entusiasmante.