domenica 8 ottobre 2017

Babywearing, ovvero il portare i bambini addosso.

Si chiude oggi la settimana mondiale del babywearing.


Il portare i bambini addosso è una pratica molto antica - anche se oggi le fanatiche del babywearing, quindi non chi lo pratica o lo insegna, ma le fanatiche proprio, si credono alternative, anticonformiste e modaiole ma non è proprio così - comoda e sicura per spostarsi insieme ai propri bambini.
Portare il bambino è un atto di cura, basato sulla riscoperta di un accudimento ad alto contatto, infatti attraverso il portare si risponde ai bisogni di protezione, sicurezza, calore e prossimità del piccolo.
I supporti in commercio sono tantissimi, e utili per portare i piccoli fino a circa 3 anni; si può portare avanti, sul lato o sulla schiena.

La mia esperienza di grande portatrice l'ho avuta con la primogenita, lei è stata in fascia fin quando non è nato il fratello, e a onor del vero anche dopo, lei in fascia, lui in carrozzina, quindi lei è stata portata per 2 anni e mezzo, poi ha iniziato a voler camminare ovunque e poerini a noi.

Il fratello non ha mai amato invece stare in fascia, nemmeno da neonato, lo mettevo e si dimenava; con lui la fascia è stata riposta nell'armadio e usata veramente solo nella sua prima settimana di vita.

Il piccolo invece ha amato la fascia fino ai 10-11 mesi, poi non ci è voluto più stare, lui vuole sentire le tue braccia, vuole aggrapparsi a te con le gambe; c'è da dire che forse starebbe sulla schiena, ma avendo ad oggi io problemi alla colonna non mi è consigliato portare, nonostante sia una pratica che se eseguita a modo, non grava eccessivamente sulla schiena.

Io sono assolutamente di quelle che consigliano fasce, meitai e marsupi ergonomici perché mi hanno consentito di non lasciare mai i miei bambini nei primi mesi di vita, di farli sentire con me sempre mentre mi portavo avanti coi mestieri in casa, mentre lavoravo al pc, quando andavo a fare la spesa.
Comodissimo poter uscire con le mani libere, quando c'era da portare fuori i cani, portare buste della spesa, ombrelli.
Così ho risolto quando dovevo stendere il bucato, passare lo straccio,  cucinare e mia figlia, specie lei, voleva stare in braccio o piangeva forte.
Così siamo stati, core a core, durante la febbre.

Anche il papà ha volte si è trasformato in papà-portatore, chiaramente meno di me, perché noi abbiamo anche usato il passeggino, ma a Milano il piccino aveva solo 5 mesi e sentire la sicurezza che sa dare il corpo di papino (o mammina) in mezzo a suoni nuovi gli ha permesso di dormire sereno, di guardarsi intorno, il tutto nella più totale rilassatezza.

Assolutamente fascia sì, senza paura che 'poi si vizia', senza paura 'ma poi non scende più', senza paura 'poi non cammina', senza paura che 'lì non respira'.
Un modo come un altro per curare i piccoli, una soluzione a chi come me non ha aiuti e la baracca va pur sempre mandata avanti, un aiuto nei giri in città tra metro, scalini, e autobus, e un modo per darsi possibilità, possibilità di fare una passeggiata in montagna per esempio.