martedì 19 dicembre 2017

Affrontare un trasloco con i bambini

Il trasloco è vissuto per molti come un evento altamente stressante, non per me che sono ormai la portabandiera del cambiar casa.
Molti mi conoscono da tempo e sanno già il numero spropositato di case in cui la vita mi ha portato a vivere, ma vediamo...

L'esito del lavoro delle 6 manine dei miei piccoli aiutanti.
Sono partita da un orfanotrofio di cui ovviamente non ho ricordo essendo fortunatamente nata figlia in tenera età, sono passata in un appartamentino di cui non ho memoria, e per fortuna che i racconti di papà non sono molto confortanti "Era tutto nuovo per me, fortuna c'erano i bambini della via che venivano a darmi una mano con quel fagotto", come bambini?, poveretta me in che mani ero, ma sta di fatto che a casa papà mi ci ha portato sana e salva, dopo 24 ore di volo, dopo mesi di difficoltà (un parto - burocratico - travagliato quello dei miei genitori) vissuti da solo in terra straniera.
Con mamma e papà abbiamo vissuto in 4 case, poi sono andata a vivere da mia nonna in Toscana per intraprendere gli studi universitari e godermi la mia nonnina io e lei sole, poi lei si è ammalata e da lì è partita la mia vita valigia e scatoloni, da studentessa ho vissuto in 4 case, poi mi sono spostata e ci siamo spostati udite udite, per 12 volte!!

Bene, oltre 10 traslochi da quasi mamma o mamma.
Si-può-fare.

Quando la figlia era una era un giochetto, bastava assecondare i suoi orari di pappa-nanna e tutto scorreva.

Quando i figli sono diventati due, incastrare gli orari si è un po' complicato, ma erano piccoli, gironzolavano divertiti tra scatoloni e buste, si divertivano a farci ammattire salendo sulla scala, ma tra uno scocciato "state in po' fermi" e una risata, tutto è scorso.

Ora due sono grandi abbastanza per partecipare, e il terzo, il piccoletto di casa non ama restare indietro e si è buttato nella mischia come meglio poteva, senza perdere una battuta.
La primogenita a pochi mesi dai 7 anni ne ha approfittato per un ripassino e così sotto dettatura ha marchiato ogni santo scatolone (erano 50? 60 forse), tronfia ad ogni doppia azzeccata.
Tutti e tre i miei piccirilli hanno inscatolato le loro cose, giocattoli e libri, dividendoli secondo un loro criterio a me oscuro, ma hanno fatto un ottimo lavoro anche se il PiccoloBoss più che inscatolare, tirava fuori gridando parole incomprensibili che suppongo fossero una protesta al mettere via i loro tesssori.
Il mezzano si divertiva a incerottare le scatole armato di scotch grande e piccole forbici spuntate, ho dovuto senza farmi vedere ripassare qualche scatolone ma è stato un ottimo aiutante nei suoi 5 anni appena sfoderati.

Poco prima del trasloco ho scoperto di avere problemi alla schiena e così stavolta io e consorte ci siamo per la prima volta arresi a dover chiamare una ditta, il saggio uomo ha scovato una ditta economicissima ma che consiglierei a tutti tanto sono stati bravi, educati e veloci.
E così la mattina dell'appuntamento eravamo tutti frizzicosi, era una novità per tutti: abbiamo visto 4 baldi giovinotti vuotare casa alla velocità della luce, portare via scatole e mobili, in un camion che resterà impresso nella mente dei miei tre come "enormissimo era sai?!"

Durante la preparazione del tutto non abbiamo avuti nonni, tate o amici a cui lasciare i bambini per muoverci liberamente, il marito ha dovuto ovviamente continuare a lavorare, ma sola con tre piccoli anche un trasloco può diventare un momento per stare insieme, farli partecipare li fa sentire attori del cambiamento e lo subiscono un po' meno, prendendo una minor valenza negativa.
I miei bambini infatti non si sono sentiti portati via, ma hanno partecipato ad ogni fase, un po' delusi quando visitavamo case, lasciare il certo per l'incerto era faticoso; erano divertiti durante i giorni dello spostamento effettivo, ed euforici quando quelle stanze vuote e sconosciute, ora raccontavano di noi, di loro, con i nostri mobili, le nostre cose. Per regalargli questa sensazione siamo venuti a sistemare la nuova casa mentre loro erano a scuola e un paio di pomeriggi dai nonni, l'effetto sorpresa per i miei è stato di grande aiuto.

Credo che relegarli al "Sono piccoli, lasciamoli con..." sia riduttivo e controproducente, poi certamente senza pargoli a far baldoria, perché ne fanno quando sono gasati dalla novità, si farebbe più velocemente.
Una disposizione mentale nuova bisogna assumere per poter affrontare un trasloco nella massima serenità, nostra e dei figli.
E quel po' di organizzazione che ci permette di non smarrirci.

Se dovete traslocare fate che sia un trasloco memorabile, che a ripensarci vi viene un sorrisetto.