giovedì 28 dicembre 2017

Com'è il Natale a casa Po?

Il Natale cambia.


Da bambina il Natale era la festa dei regali, dell'attesa di Babbo Natale, della pasta al tonno e delle lasagne di nonna.
Da teenager il Natale era tombolate con gli amici, rientri a notte fonda e tacchi alti nonostante il ghiaccio sulle strade.
Da ragazza il Natale è diventato sinonimo di ferie da lavoro e sessione d'esame in arrivo.
E da mamma? Com'è il Natale da mamma?
Ben lontano dalle mie aspettative di 10 anni fa, quando mi lanciai nell'avventura di creare una famiglia mia: immaginavo un cenone di Vigilia con tante persone, bambini che avrebbero giocato insieme, e nonni a godersi i nipoti mentre noi eravamo alle prese con la tavola, con i manicaretti immersi nelle risate e nelle chiacchiere.

In realtà, il nostro è un Natale intimo: la cena della Vigilia è una come un'altra, noi 5, al solito Biuz mangia e sputa facendoci innervosire non poco, bicchieri rovesciati, e alle 20.30 tutti in poltrona.
Il pranzo di Natale è un pit stop se, come quest'anno, andiamo dai miei: i miei vivono e lavorano in un albergo, quindi il pranzo si consuma insieme a sconosciuti, con continui andirivieni sia di mamma che di papà, e finisce che in 15 minuti è tutto finito e loro si dileguano persi nei loro impegni e noi ci rimettiamo in auto e torniamo a casa.

Il nostro momento famiglia, tavolata e mangiatona, si svolge il 26 dicembre, quando a Santo Stefano per tradizione ci riuniamo con la cugina di mio marito, la sua famiglia e quella di suo marito. Peccato solo che noi, coi bambini piccoli, siamo sempre i primi ad abbandonare la festa.

Da quando sono mamma, Natale è addobbare almeno una finestra, lasciar fare l'albero ai miei bambini dopo aver messo le lucine, aspettare i loro lavoretti e partecipare alle loro recite scolastiche; è scrivere la letterina e trasformarmi in elfo di Babbo Natale dopo averli messi a letto, è studiare il palinsesto televisivo e non dimenticare quale cartone trasmettono e su quale canale a questa e a quell'ora.
Da quando sono mamma, mamma social, mamma online, quindi dal 2011, ho stretto amicizie con altre mamme, lontane chilometri, ma Natale diventa anche scegliere e spedire (in ritardo quest'anno) dei pensierini ai loro figli.

Natale è uno stato mentale, per me è canzoncine in loop, è più lucine per tutti, è dolcetto a fine pasto per una settimana intera, anche due, è scegliere i regali per mio marito e per i miei figli e provare a stupirli. 
Natale è una festa che mi piace tantissimo, è famiglia, è gioia, è mettersi in stand-by quando ancora non è tempo di chiudere con un intero anno e nemmeno il momento di voltare pagina per iniziarne uno nuovo, è un momento di 'pausa' prima dello stress dei bilanci e dei buoni propositi.

Natale per una mamma è prepararsi all'influenza; quest'anno che non la mettevo in conto, mi ha ricordato di non abbassare la guardia mai, quest'anno sotto antibiotico e antinfiammatorio da Natale a Capodanno ci sto io!