martedì 2 gennaio 2018

365 giorni da scrivere

Il primo dell'anno è il the day after, il giorno della quiete dopo la tempesta; in contemporanea si cala e si alza il sipario, c'è il passaggio di testimone tra un anno che finisce la sua corsa e un altro che è invece al suo start.

Capodanno a casa Po, tra compiti e piano editoriale.
Il 31 dicembre per me ci sono tradizioni da rispettare e tramandare, sia che si partecipi alla festa più cool del circondario, sia che si resti in casa.
- Qualcosa di rosso, se possibile intimo rosso. Sullo scadere del tempo, quando le serrande stavano per essere abbassate per l'ultima volta nel 2017, ho reperito le mutande rosse per tutti i mutandati di casa Po, mentre per BabyBossBimboSole ho trovato un pigiamino chetelodicoafare sul rosso, con Topolino stampato, e calzino antiscivolo in tinta.
- Le scintille bastoncino. La nostra famiglia si completa con due cani e due gatti (e un pesce rosso a dirli tutti), indi per cui sappiamo bene quanto i botti di Capodanno siano sgradevoli per i nostri amici pelosi 4 zampe muniti ed evitiamo accuratamente di farne uso; in verità non solo per questo motivo ma inutile addentrarci nell'argomento. Nonostante il no ai botti sia fermo e deciso non rinunciamo ai 'fuochi' con i divertentissimi bastoncini che i bambini accendono a oltranza fino a consumare l'intera scatola ed appestare la stanza nonostante la finestra spalancata, e a volte (ma non quest'anno) osiamo con una fontana che rumore non fa ma scena sì ai piccoli curiosi occhi dei miei bambini.
- Le lenticchie, non so se portino fortuna, soldi o un bel nulla, ma è tradizione e la tradizione si rispetta, quindi sulla nostra tavola non può mancare la lenticchia, che poi si consuma anche al pranzo del primo dell'anno.
- Il countdown in diretta tv e lo spumante. Ebbene sì, sono di quelle che alle 23.45 accendono la tv e si sintonizzano su quel conto alla rovescia dai grandi numeri sullo schermo, e nei 10 minuti che ci dividono dallo stappare la bottiglia, preparo bicchieri e mi emoziono come se stesse per accadere chissà che, e poi mi viene voglia di ballare.

1 gennaio: mi alzo e tutto è come prima eppure stramaledettamente diverso. Cosa c'è di diverso?
Il mio spirito: è come se mi fosse dato ogni volta del tempo per. Per fare, per cambiare... del tempo da vivere, ed una pianificatrice seriale del mio calibro non può che sentire quel tempo come un'opportunità per progettare.
I famosi buoni propositi e sì ne avrei anche io, di personali, di familiari, di lavorativi.
I bilanci invece quest'anno non ne ho voluti fare, non ne sento il bisogno.

Questo 2018 ha appena aperto i battenti, non sappiamo cosa aspettarci ma inevitabilmente speriamo in buon anno; nella lentezza dei primi giorni del nuovo anno, qui ci prepariamo a lasciare il mood vacanziero e a tornare alle routine, agli orari, agli impegni, che alla fine sono il sale della vita.