lunedì 8 gennaio 2018

La riscoperta della lentezza

Mi sono dimenticata di puntare la sveglia, e mi sono alzata di soprassalto convinta fosse tardi, invece non erano le 7.
Mi sono accorta che c'erano 3 docce da fare, e avevo l'orologio che mi inseguiva col suo tic-tac.
Tre colazioni. Tre vestizioni. Tre zaini da preparare. Due grembiuli da stirare.


Colpa del ritorno alla normalità, quella normalità che impone ritmi frenetici, orari comandati, incastri che non devono saltare o salta mezza giornata.
Se accetto che la normalità sia questo correre all'impazzata inseguendo una società, di cui facciamo volenti o nolenti parte, e le sue regole, ho in 15 giorni imparato a non mettere altrettanto tra le mura domestiche, come ho fatto fin oggi.

Lunedì resta il giorno della casa da riportare alla normalità dopo le barbarie del fine settimana (stavolta dopo la 'baldoria' di 2 settimane) che mi vedono rompere le righe, per godermi un po' la mia famiglia, riunita, senza che io sia la perenne assente, presa dai lavori domestici che non hanno mai fine.
Ma se prima era lavare tutti i tappeti, cambiare tutti i letti, lavare tutti i pavimenti, tirare a lucido ogni stanza, nella nuova normalità è cambiare il letto ai bambini, il nostro lo farò domani, e i tappeti mercoledì, e stirerò giovedì, o forse venerdì, quando le altre cose saranno al loro posto, e non importa se la cesta sarà piena a tal punto di dover stirare 2 ore, saranno due ore di relax; stirare per me è un attimo tutto mio, piacevole.

Hanno avuto un nuovo sapore queste feste, quella frenesia interiore sembra svanita e l'ossessione di arrivarne una più del possibile sembra non appartenermi più; mi auguro di aver imparato qualcosa, sul tempo, sul suo essere fonte di benessere o malessere, sul gestirlo bene che non è sinonimo di farsi in 1000 pezzi, a discapito proprio, persi nell'inseguimento di un prototipo di (?) creato dalla nostra mente.

Il ritorno alla normalità quest'anno mi vede a riscoprire la lentezza, e spero il sano ozio che vivo come una perdita di tempo e con un discreto senso di colpa, tanto da non concedermelo da anni.

Bene, pronti a tirare fino alle prossime feste, tra compiti, trasferte, corsi, ma senza to do list da wonderwoman che mi distraggono dalla felicità e dai veri valori.

(Questo pezzo nasce dalla partecipazione al tema della settimana di Aedi Digitali #aedidigitali #ritornoallanormalità)