lunedì 26 febbraio 2018

Quando un blog si ferma.

Dietro a un blog c'è sempre un blogger, una persona fisica, reale, che ci mette la sua arte: scrivere.


Questo blog nasce come risposta alle mie personali necessità di trasmutare i quotidiani accadimenti - interiori ed esteriori - in parole, e sentirmi un essere sociale che condivide considerazioni ed esperienze, senza la pretesa di essere un oracolo, ma solo una voce tra tante, la mia voce.

Analizzando questi bisogni mi rendo conto che la scrittura è un pezzo di me, al pari della mano che la esercita.
Se il mio primo blog prese vita nel 2011 per poi finire cestinato, e se la stessa sorte toccò al secondo (blog devo dire dalla vita molto breve) e al terzo (blog che era invece diventato fonte di guadagno e un lavoretto in divenire a tutti gli effetti), la colpa va ricercata nella mia insicurezza come blogger: quando la fase di lancio finiva, mi sentivo sopraffatta e preferivo sparire.

Grazie ai blog ho ritrovato fiducia in me stessa, che ho speso nelle relazioni nella vita offline: mettersi a nudo - il che non vuol dire non filtrare la narrazione o non scegliere cosa dire e cosa non dire - è assai più difficile del criticare la scelta stessa di farlo, ma mi ha offerto l'opportunità di scrollarmi di dosso l'immagine che gli altri hanno di me e che vogliono divulgare così come la vedono loro.
Essere me, farmi conoscere, piacere o non piacere, ma per come sono non per come si narra io sia, è la mia conquista.

Dietro ad ogni articolo, ci sono sempre io, una semplicissima persona, una mamma prima di tutto, una moglie, una casalinga, ora una lavoratrice (da casa), una donna e tutto ciò che sono.
E quando il blog si ferma è perché ho la testa persa altrove mentre celo dietro ai sorrisi preoccupazioni e timori.
Se puoi 'nasconderti' agli altri, non puoi nascondere a te stesso che no, non va tutto proprio bene, e in quel momento la mano tituba sulla tastiera, e allora chiudo tutto e aspetto che la tempesta passi.
La tempesta è passata e col silenzio l'ho condivisa con voi; ma è ora di tornare a scrivere.