martedì 6 febbraio 2018

Vicini di casa

Da quando abbiamo lasciato la Toscana, o forse da quando siamo genitori - i momenti più o meno coincidono - non abbiamo avuto molta fortuna col vicinato.
C'è da dire che i miei bambini quando piangono per protesta, tirano fuori una sceneggiata che boh, forse anche a me verrebbe qualche pensiero se fossi una passante sotto la finestra di casa mia.


Tutti i nostri vicini presto o tardi sono venuti a chiedere, io non credo lo avrei fatto a meno che non avessi notato qualcosa di strano, forse proprio perché i miei figli urlano "ahia" facendo partire il grido dal fondo della gola per protestare quando non ottengono ciò che vogliono e quindi so benissimo che i bambini sono capaci di capricci che a me fanno più pena i loro genitori, che se li sorbettano spesso pure mal giudicati.
Solo una volta però una vicina mi ha minacciato di farmi portare via i bambini perché le davano fastidio, troppo rumorosi, ed ha messo in atto il suo malefico piano; quanto sono stata male di quell'accusa che tuttavia cadde subito lo so solo io, e quanto quella donna fosse nociva per il mio stato di salute me ne sono resa conto solo dopo essermi allontanata dalla sua perfidia.

Ella mi tirava feci di gatto in giardino, ella mi urlava insulti ogni volta che uscivo di casa e quella minaccia "vedrai che te li mando via" sibilata continuamente mi stava lentamente distruggendo la serenità senza che me ne accorgessi.
Avevo spesso la tachicardia e l'affanno. E non ero mai tranquilla.

Non mi sbagliavo e la medicina ha confermato che i buoni rapporti di vicinato riducono del 67% il rischio di crisi cardiache; lo studio è stato pubblicato sul Journal of epidemiology and community healt, uno studio durato oltre 4 anni.

La presenza di vicini disponibili e la fiducia negli abitanti del quartiere sviluppano il sentimento di appartenenza alla comunità; l'ambiente sociale ha una sua importanza ed ha un grande valore nella presenza massiccia o nella riduzione dello stress.