venerdì 9 marzo 2018

Essere umano adulto di genere femminile

Giusto ieri la giornata dedicata alla donna.
La fortuna è donna, la felicità è donna, la consapevolezza è donna.
Ma lo sono anche la rabbia, la paura e la solitudine.


Ho la fortuna di essere donna, con le mille sfumature che ognuna di noi ha, ciascuna così unica eppure così uguale alle altre per certi piccoli aspetti.
Ho la felicità, riflessa in 3 paia di piccoli occhi scuri: i miei figli.
Ho la consapevolezza, di quanto ho e di quanto voglio raggiungere.

Le emozioni negative ci sono, ma non voglio più che si mettano a governare la mia quotidianità, così che perdo di vista le consapevolezze che rendono luminosa ogni giornata, anche quelle più toste.
Nel recente passato tra sprazzi di serenità ho vissuto un costante senso di oppressione, non ero improvvisamente più padrona della mia vita; vedere in negativo è più facile di cogliere le opportunità.

Il terremoto, i traslochi, gli 'arrivederci' biascicati, erano un'opportunità, di crescita personale.
Mi sono fatta sopraffare senza lottare, senza cercare di capire, ho smesso di vivere per sopravvivere e nascondere tutto dietro a un sorriso e a tanti malumori.

Ho avuto bisogno di 30 mesi infernali per capire, e insieme alla primavera ormai alle porte, mi risveglio anche io e per me significa tornare ad avere voglia di tanto tempo coi bambini, di cucinare, di leggere libri e guardare e riguardare i film d'animazione preferiti, di correre per loro nelle 24 ore che sono sempre poche, poche per godere della grandezza del dono che ho: la mia vita così com'è.