giovedì 10 maggio 2018

Allergia e gatti

Ognuno ha la sua croce, la nostra è piccola ma fastidiosa e si chiama allergia.
Ci siamo rivolte negli anni, sia io che mia figlia, a diversi specialisti, e quello che ci siamo sentite dire quest'anno ci ha lasciato l'amaro in bocca.


Al mio sì alla domanda "Avete animali domestici?" ci siamo sentite dire senza mezzi termini "Devono andarsene!"
Io. Amo. I. Gatti
Quando abbiamo lasciato casa (la solita causa: il terremoto) ho affidato le mie due gatte a mamma, erano abituate però a vivere in giardino e in questi due anni si sono abituate a vivere intorno a un hotel, tra cinghiali e istrici, ma amate da tutti i terremotati accolti e dalla cuoca, mangiano come regine e una specialmente è più tonda di quando vi arrivò.
Nel tempo sono diventate selvatiche, una non si fa più toccare quasi da nessuno, l'altra ancora si lascia avvicinare ma i tempi in cui si accoccolava sulle nostre gambe sono ricordi lontani.

Successe poi che vidi l'annuncio di un micetto rosso - il gatto rosso è il mio preferito in assoluto insieme al gatto nero - non seppi resistere e Fulmine entrò in casa nostra 9 mesi fa.
Ora mi dicono di mandarlo via? Impossibile!!!
Ci dev'essere una soluzione!

Ho 'studiato' la situazione per giorni e prima di allontanarlo ho voluto provare con questi accorgimenti:

  • la coperta e le lenzuola le lavavo già ogni fine settimana e ho continuato a farlo, sopra alla coperta tengo uno scaldotto che quando andiamo a dormire tolgo, quindi limito al massimo peli sul letto;
  • i cuscini delle nostre Poang li passo ogni giorno con l'aspirapolvere e sulla seduta tengo un ulteriore cuscino;
  • ho comprato una spazzola e ho spazzolato mattina e sera i gatti così da limitare la perdita di pelo morto;
  • ho tenuto pulitissima la lettiera e ovviamente lavato le mani dopo averla toccata.
Le ho provate tutte ma la presenza in casa del gatto porta i sintomi allergici a livelli insostenibili, e il più fastidioso è ovviamente la gola chiusa e l'aria che sembra non passare.
Non ci posso credere, non ho soluzione se non la peggiore.
Nel nostro caso sì, ahimé, davvero si deve rinunciare.