lunedì 14 maggio 2018

Essere mamma

Quando ho festeggiato la mia prima festa della mamma, ero lì che battezzavo un angioletto con un vestitino bianco a pois blu: la mia bambina.


Da allora tante feste della mamma sono state festeggiate, ed ogni anno è stato sempre più bello, i bambini crescevano, la scuola, i lavoretti, i loro occhi che mi scrutavano per capire quanto ero orgogliosa di loro e contenta del loro regalino.
Quest'anno festa da mamma con tre lavoretti, e da figlia, a scegliere un pensierino per la nonna delle mie pesti.

Essere mamma per me è poesia, è emozione, è magia.
Cioè... un desiderio che diventa una macchiolina nella tua pancia, una macchiolina che diventa un essere umano, di cui senti battere il cuore quando ancora non ne conosci la fisionomia.
Un desiderio che diventa un viaggio, impervio ma dal quale non si torna indietro senza aver raggiunto la meta.
La meta: qualunque sia la strada, la meta è un figlio, quella personcina che ti renderà madre dal giorno che entrerà nella tua vita e per sempre.
Non è poesia? Emozione? E magia?

Essere madre è descrivibile nelle azioni, la vita di una mamma è frenetica, caotica, rumorosa, impegnativa, come per tutti, con la differenza che pensi per te e per altri che dipendono fondamentalmente da te.
Essere madre è più o meno descrivibile nelle emozioni, che toccano tutte le gradazioni di ogni singola emozione.
Essere madre non è descrivibile nel vissuto, ci sono cose che non hanno parole per essere spiegate, ci sono pensieri che si formano e trasformano solo quando diventi genitore, ci sono aspetti che se non hai figli non posso spiegarteli e non puoi capirli.

Per me essere madre è la ragione della vita, il sogno di sempre, la massima aspirazione e realizzazione; è il dono della vita per me, quello unico e prezioso, è la possibilità di specchiarmi ogni giorno con la me che altrimenti non vedrei, per mettermi in discussione e migliorare, o almeno ogni giorno provarci.

E anche questa festa della mamma è stata festeggiata, onorata, ed è stato un ennesimo momento di ringraziamento, perché in realtà non siamo noi a dover essere festeggiate ma loro, loro che festeggiamo tutti i giorni, i nostri bambini, piccoli o grandi, perché dai anche a 50 anni sarà sotto sotto il nostro bambino.