giovedì 5 luglio 2018

Vacanze al mare con la nonna: una favola!

Da ragazza il mare mi piaceva; stendermi e dormire, sorseggiare una Coca-Cola fresca, chiacchierare con l'amica di fianco e farci un bagno correndo sulla spiaggia per la vergogna che qualcuno guardasse i nostri corpi allora perfetti ma non ai nostri occhi.


Poi la maternità e tutto è cambiato, ho iniziato - sin dalla prima gravidanza - a mal tollerare il caldo e da quando sono mamma andare al mare è diventato tutto fuorché rilassante.
Siamo andati con una figlia sola che aveva 1 anno e mezzo e fu dura.
Siamo andati con due figli di cui uno gattonante e fu dura.
Siamo andati con tre figli di cui l'ultimo una teppa e fu durissima.
E il pensiero della vacanza al mare ci faceva impallidire così per quest'anno volevamo passare.
Ma arriva mia mamma: "Senti devo sostituire tuo padre in hotel a Numana, che ne dici di una vacanzina io, te e i bimbi? Una settimana"; cioè la nonna, quella che se non andiamo noi non la vedremmo mai (un po' per lavoro un po' per pigrizia) ci propone 7 giorni e dico 7 insieme, h 24.
Impossibile rifiutare, sai mai non capiti più!

E siamo partite, io la mia valigia piena di speranze, la mia mamma con tutti i suoi nuovissimi costumi che le ho scelto con amore, le 3 teppe e la Zoe, la nostra cagnolina.
Sono stati 7 giorni madre e figlia, non ne vivevo da che avevo 16 anni e mi mancavano quel tempo, quella relazione, quelle emozioni che sembrano banali ma credetemi non per tutti sono quotidiane.
Sono stati 7 giorni nonna e nipoti, fatti di gesti che visti fare da mia mamma ai miei figli hanno lasciato ricordi dolcissimi e indelebili nel mio cuore.
Sono stati 7 giorni di alimentazione fuori controllo per le porzioni seppur di cibo più che salutare, di sorrisi misti ad arrabbiature, e inaspettatamente di riposo, di lettura, di gioco.

Sono stati anche i primi 7 giorni miei fuori casa da che sono moglie, hanno fatto strano a me ma soprattutto a mio marito che per la prima volta ha assaporato il rientro in casa con la consapevolezza che quella sera la compagna di sempre non sarebbe rientrata.
So cosa si prova ma io ho sempre i figli a riempire quei silenzi, e Zoe, ma lui era solo solo e ci credo sia stato spiazzante.

Tornati alla base con il piacere dei giorni trascorsi e la voglia dei nostri spazi abbiamo ripreso in mano la quotidianità con una serenità che non avevamo mai saggiato nel post vacanza: i figli crescono.
E con loro la mole di bucato: ho passato lunedì, martedì e mercoledì a lavare, asciugare, piegare, stirare, ordinare e solo alla fine eccomi qua, con un'asciugatrice da avviare ma diciamo di nuovo 'in pari'.